Fiera Roma: Strumento strategico per l’internazionalizzazione del paese

 

Roma, Associazione Stampa Estera, 2 marzo 2017 – L’Amministratore Unico della Fiera della Capitale presenta il calendario fieristico alle Rappresentanze diplomatiche estere in Italia 

 

Fiera Roma per vincere la propria sfida e compiere fino in fondo la sua missione di catalizzatore per l’economia del territorio e del Paese intero deve farsi testa di ponte per entrare nei mercati stranieri. Fin dal primo giorno del mio incarico di Amministratore Unico di Fiera Roma , lo scorso aprile, – spiega nel corso della presentazione del calendario fieristico alle rappresentanze consolari estere in Italia Pietro Piccinetti, che oltre che essere alla guida della Fiera della Capitale è Coordinatore della Commissione Internazionalizzazione AEFI (Associazione  Esposizioni e Fiere Italiane) – ho individuato una delle principali leve strategiche per rilanciare la Fiera nell’internazionalizzazione.

Per definizione le Fiere – continua Piccinetti – sono luoghi in cui le genti più diverse e geograficamente lontane si incontrano e si stringono mani, per fare affari, certamente, ma anche per conoscersi e mettere in contatto mondi e realtà distanti. Le fiere rappresentano un motore imprescindibile per l’economia. I 34 quartieri fieristici italiani, con 946 manifestazioni, 200.000 espositori finali e 22.000.000 visitatori totali, nell’ultimo anno censito hanno generato un volume d’affari di 60 miliardi di euro, dando origine al 50% dell’export nazionale e costituendo il principale strumento di promozione per il 75% delle imprese industriali e per l’85% delle PMI e il principale veicolo di diffusione dell’immagine del nostro Paese e del Made in Italy nel mondo.

 

 Le Fiere possono davvero rappresentare un passaporto fondamentale per l’internazionalizzazione del made in Italy. In quest’ottica, la nostra Fiera non deve rincorrere modelli fieristici di altre realtà urbane. Quello che serve è un abito su misura, capace di vestire la peculiare identità romana e mediterranea valorizzandone le enormi potenzialità. Questo il senso con cui vengono ideate e costruite le manifestazioni organizzate direttamente da Fiera Roma, che nel corso del prossimo biennio diventeranno il 70% di tutti gli appuntamenti. Così – prosegue l’Amministratore Unico della Fiera capitolina –  sarà per la fiera dedicata all’agrifood, per quella incentrata sul Sacro e sulle molte attività ad esso connesso e per quella che sarà dedicata alla salute a 360 gradi. In particolare, solo Roma, in Italia, può consentire di giocare un ruolo a tutto tondo, all’interno del quale la Fiera possa sia essere un turbo per l’economia, sia avere funzione di consolidamento dei rapporti politici, istituzionali e diplomatici. Da qui l’idea del format della Country Presentation che, oltre a mettere in contatto le aziende italiane con realtà in cui c’è sviluppo, rappresenta una fantastica vetrina per il Paese ospitato.

 

Su questo filone viaggia il nuovo format a cui stiamo lavorando, un grande progetto multinazionale che svilupperemo nel corso dei prossimi mesi: una manifestazione dedicata alla “Via della Seta”. Seguendo il filo degli antichi itinerari di commerci tra l’impero cinese e quello romano, Fiera Roma, con aree espositive e spazi destinati al B2B, diventerebbe la sede di una sorta di Forum, facendosi catalizzatore di interesse per aziende dei molti e importanti Paesi che compongono la “Via della Seta”. Ancora una volta così la Fiera avrà compiuto la sua missione più alta: quella di abbattere muri tra i popoli”.