Via Pulchritudinis

Via Pulchritudinis è un percorso di riscoperta del ruolo evangelizzatore della bellezza e dell’arte. Non una stradina laterale, gradevole nel paesaggio ma poco frequentata, dove far scivolare la teologia cristiana, bensì il tentativo di riportare la riflessione su Dio per l’uomo sulla via principale. Il bello come strumento di conoscenza e di salvezza, dunque, come possibilità per tutti di scorgere, attraverso la nuda materia, la delicata presenza del divino.

Via Pulchritudinis è il recupero di un significato antico eppure sempre nuovo, dove la bellezza si manifesta come luogo visibile e sensibile dell’infinito mistero dell’Invisibile. Il cristianesimo nasce alla luce della bellezza e la bellezza è il momento di apertura verso la trascendenza. Cosa sarebbero i nostri musei senza i capolavori di arte sacra? I nostri spartiti senza le messe, i requiem, i magnificat? Le nostre biblioteche senza le opere di letteratura cristiana?

Via Pulchritudinis è una presa di coscienza: perché se Dio si lascia vedere e contemplare, la prima chiamata in causa non può essere che l’arte.

LE QUATTRO VIE DELLA BELLEZZA

La bellezza come stupore della luce. E la luce come luogo di rivelazione dell’Assoluto, della Verità, di Dio che si lascia contemplare.
La luce si manifesta differentemente in ognuna delle quattro vie, concretandosi in immagini però sempre coerenti fra loro:

MUSICA SACRA, dove la luce è salvezza che dissipa le tenebre.

SPAZIO E LUOGO SACRO, dove la luce è prima espressione della creazione e metafora di Dio.

ARREDI LITURGICI, dove la luce è fiamma della fede e viva attesa.

PITTURA, SCULTURA E VETRATE, dove la luce è bellezza luminosa del Cristo.