La cooperazione è strategica, tanto più in un momento di emergenza globale:
è il messaggio univoco che arriva da Codeway 2020

Si avvia a conclusione la manifestazione ideata e organizzata da Fiera Roma per essere casa e momento di confronto della development comunity italiana e internazionale

 

Roma, 27 Novembre 2020 – Si avvia a conclusione l’edizione 2020 di Codeway, la manifestazione ideata e organizzata da Fiera Roma, dedicata alla cooperazione internazionale allo sviluppo.

Quale sarà il futuro della cooperazione dopo l’epidemia che sta cambiando i paradigmi economici e sociali del mondo intero? Questo l’interrogativo cui è stata dedicata la tavola rotonda di apertura e trasversale a tutti i panel dell’evento. Come nelle intenzioni all’origine del progetto, Codeway è stata per tre giorni la casa di tutti gli attori della cooperazione, pubblici e privati, che hanno condiviso visioni, competenze e necessità. Nelle tavole rotonde che si sono svolte in forma completamente digitale, come previsto dall’emergenza sanitaria, esponenti istituzionali, protagonisti della ricerca, rappresentanti di ong e membri del tessuto sociale e imprenditoriale si sono succeduti esprimendo tutti una preoccupazione condivisa: che si possa sacrificare il concetto stesso di cooperazione verso i Paesi terzi perché si è concentrati a salvare e ricostruire le economie nazionali. Mentre, come è emerso da tutti i tavoli, la cooperazione, oltre ad aiutare a migliorare le condizioni economiche di altri Paesi, può allo stesso tempo dare respiro alle aziende nazionali, tanto più in un frangente in cui molte di loro si vedono precluse altre possibilità per via della crisi.

 

A sottolineare come la pandemia di Covid-19 stia avendo un impatto profondo in tutto il mondo, non solo sulla salute ma anche sull’economia e il benessere di miliardi di persone, è stata la viceministra agli Affari esteri e la cooperazione internazionale, Emanuela Del Re, che ha sottolineato come “bisogna impegnarsi per trasformare questa crisi in un’opportunità per una ripresa equa e sostenibile”. Secondo la viceministra, la risposta a una “crisi multi-dimensionale senza precedenti, che ha portato a un aumento delle persone in stato di povertà assoluta – +71 milioni rispetto all’inizio del 2020 -, ha ulteriormente incrementato il numero di persone esposte a insicurezza alimentare (erano 265 milioni prima della pandemia), ha causato l’interruzione di interi cicli scolastici e messo a rischio disoccupazione almeno 1,7 miliardi di lavoratori, svelando le vulnerabilità dei nostri modelli di sviluppo” è possibile. E passa per “strumenti innovativi per finanziare la ripresa e lo sviluppo, trovando un equilibrio complessivo tra politiche fiscali, economiche e sociali” e incoraggiando la collaborazione tra “governi, privati e organismi della società civile”. Per la viceministra “la cornice universale di riferimento per quello che chiamiamo la ‘migliore ripresa’, il ‘recover better’, di cui si parla molto nel quadro delle Nazioni Unite e in altri fori internazionali” restano gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e l’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico.

 

I tavoli della tre giorni di lavoro hanno toccato temi di stringente attualità: l’energia pulita, sicura ed economica come pietra angolare dello sviluppo sostenibile e il focus sull’accesso all’energia in Africa condotto dalla Fondazione RES4Africa; una riflessione sulle politiche urbane, ambito in cui – ha sottolineato il sottosegretario di Stato per il Ministero dell’ambiente Roberto Morassut – “negli ultimi decenni abbiamo perso terreno e servono nuovi paradigmi che consentano di gestire l’incremento della popolazione delle città in un’ottica di consumo di suolo zero”, una sfida, quella di trovare modelli di urbanizzazione sostenibile, resa ancora più urgente da un “virus che – ha illustrato Elena Granata del Politecnico di Milano – si è rivelato l’urbanista che ha imposto alle nostre città cambiamenti radicali”; i cambiamenti climatici come dato da integrare al 100% nelle strategie di sviluppo, come ha evidenziato Samel Freie Rodriguez, lead economist di Banca Mondiale; l’agribusiness quale tema chiave per gestire una crisi che si abbatte rovinosamente sull’Africa, dove, ha commentato Piero Sunzini, direttore della ong Tamat, “bisogna sviluppare modelli economici che garantiscano reddito alle popolazioni e soprattutto ai giovani, primi candidati alle migrazioni, creando lavoro e stimolando la produzione alimentare”; settore sanitario e possibilità di affrontare il Covid contando su un’alleanza tra settore profit e non profit sono infine gli argomenti protagonisti dell’ultimo panel (oggi alle 14.30).

 

“Dall’anno prossimo – ha commentato in chiusura Pietro Piccinetti, amministratore unico e direttore generale di Fiera Roma – Codeway tornerà a essere una fiera “fisica” e vogliamo che diventi sempre più una casa attrattiva per il settore in tutta la sua interezza e varietà, un appuntamento che promuova uno scambio proficuo tra pubblico e privato per una cooperazione sostenibile, condivisa e profit. Sempre nell’ottica di mettere il sistema fiere a servizio delle istituzioni, abbiamo avanzato la proposta di istituire un tavolo permanente tra Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Ice, Simest, Sace e Aefi – Associazione Esposizioni e Fiere Italiane. Uno strumento – ha concluso Piccinetti –  per promuovere l’organizzazione di Fiere nei Paesi emergenti, con un meccanismo vincente per tutti, dal momento che le fiere sono tra i più validi strumenti a sostegno di internazionalizzazione e export e un fondamentale volano di sviluppo economico e sociale”.

 

 

La manifestazione è realizzata con il contributo di Regione Lazio, Camera di Commercio Roma, Unioncamere Lazio e ha il patrocinio di: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Regione Lazio, Roma Capitale, , Ita Agency, Conferenza delle Regioni, Anci, CRI, Confindustria, Confindustria Assafrica&Mediterraneo, Federlazio, Confimi Industria, Unimed, Cnappc, Consiglio Nazionale Geologi, Enama, Ang, Cia-Confederazione Agricoltori Italiani, Confartigianato, Acri, Kyoto Club, Coordinamento Free, AOI, CINI, Link2007, AFEX.