Salvaguardiamo il suolo per difendere la nostra salute

 Roma, 25 Settembre 2020– “Lo stato di salute del mondo dipende dalla salvaguardia e dalla tutela del suolo, Ii futuro dell’uomo poggia lì”, così ha dichiarato Vincenzo Michele Sellitto, esperto internazionale in Suolo e Tecnologie per lo sviluppo e l’innovazione sostenibile in agricoltura, durante la tavola rotonda “Biodiversità del suolo e nuove tecnologie per lo studio del microbiota””da lui coordinata, nel corso di Welfair 2020, l’evento digitale organizzato da Fiera Roma dedicato alla salute a 360 gradi.

Il suolo è una risorsa preziosa da tutelare, produce cibo per alimentarci, si occupa dei processi per la regolazione di emissioni di gas serra e immagazzinamento di acqua piovana, ma non riceve il giusto interesse che merita. “Il suolo deve avere un ruolo centrale, esattamente come l’intestino nell’uomo. La FAO ci dice che nel 2050 saremo 10 miliardi di persone e dunque dovremmo produrre 2-3 volte più di quanto non si faccia oggi, capiamo facilmente che le tecniche tradizionali non basteranno più: se si sfrutta troppo il suolo, si rischia di ammazzarlo, il che vorrebbe dire non avere più sostegno per la popolazione stessa. L’homo sapiens, sicuramente, per i suoi spostamenti dall’Africa verso le altre parti del mondo non ha solo seguito il clima, ma anche il suolo. E questo dice tanto sul suo essere fondamentale.” – ha affermato Vincenzo Michele Sellitto,

Tra suolo e salute umana c’è una stretta connessione. “Ïl suolo per l’uomo è la risorsa superficiale terrestre più importante, sul suolo come supporto fisico ci siamo sviluppati, il suolo è la base sulla quale facciamo l’agricoltura, dal suolo dipende lo stato di salute del mondo perché da lì proviene ciò che mangiamo. Il suolo è vita ed è vivo”, ha spiegato Sellitto.
Questa risorsa superficiale così importante non è fatta solo di argilla, sabbia e limo “rappresenta quasi un organismo vivo, nasce, si sviluppa e può morire. Per generare un solo centimetro di suolo ci vogliono migliaia di anni e per distruggerlo basta un secondo, dopo di che non si può più ricreare i microrganismi che vivono nel suolo sono tanto importanti quanto i microrganismi che vivono nel corpo umano”.

“Il microbiota – ha illustrato ancora – è una comunità di microrganismi che caratterizza ciascun suolo e cambia da territorio a territorio. Forse proprio per il fatto che lo calpestiamo, non gli diamo il giusto valore, dando per scontati aspetti che non lo sono affatto, come, per l’appunto, le peculiarità che danno a ciascun suolo i suoi microbioti”.

Questo strato di superficie limitata che si deteriora facilmente è dunque fondamentale da proteggere, individuando appropriati usi e gestioni con l’ausilio di tecnologie e innovazioni sostenibili “Oggi la nuova scienza agraria, l’agricoltura 4.0, va verso questa direzione grazie alle biotecnologie e alle ultime, incredibili scoperte, che ci offrono molte più informazioni e uno spaccato della realtà del suolo che non immaginavamo. Le piante parlano, ma anche il suolo comunica con le piante tramite i microrganismi, il concetto di suolo vivo si sta sviluppando sempre di più da un punto di vista scientifico, nulla di esoterico. E, mi raccomando, si parla di suolo, non di terra” – ha precisato Sellitto.