NSE 2025: la Conferenza Scientifica internazionale, organizzata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, svela la roadmap del nuovo Spazio

Dal 10 al 12 dicembre a Fiera Roma il confronto globale che ridisegna futuro, regole e mercati della Space Economy

Roma, 21 novembre 2025 – La Space Economy sta entrando in una nuova fase: un ecosistema in rapida trasformazione, guidato da nuove norme europee, tecnologie di frontiera, investimenti privati senza precedenti e un confronto globale sempre più urgente su sicurezza, sostenibilità, resilienza e governance. In questo scenario nasce la Conferenza Scientifica internazionale di NSE 2025, grande novità della settima edizione del New Space Economy Expoforum, manifestazione organizzata da Fiera Roma in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e con la partecipazione di Regione Lazio e Camera di Commercio di Roma. Un appuntamento che conferma la Capitale nella Space Golden League, la rete che unisce le principali conferenze del settore (Bruxelles, Monaco, Parigi), posizionando Roma come uno degli hub strategici della Space Economy europea. Tema guida dell’edizione è “Shaping the Future – The Future is Not What It Used to Be, una prospettiva che combina visione filosofica, analisi scientifica e strategia industriale, offrendo la chiave di lettura dell’intero programma.

Una piattaforma per scrivere la nuova agenda dello Spazio europeo

Il programma della conferenza  18 sessioni tematiche e oltre 100 relatori – è curato da ASI e dal  Comitato Scientifico presieduto dalla Prof.ssa Elda Turco Bulgherini, Vicepresidente ASI.

«NSE è una piattaforma strategica per comprendere – e costruire – la nuova economia dello Spazio -, afferma la Prof.ssa Turco Bulgherini. L’edizione 2025 affronta tecnologia, diritto, sostenibilità, resilienza e sicurezza, con un’attenzione particolare alle prossime generazioni: il futuro è già qui».

Per Luca Voglino, Amministratore Unico di Investimenti S.p.A., società holding di Fiera Roma «le fiere devono essere a servizio del Sistema-Paese e NSE ne è la prova concreta: mette in relazione istituzioni, industria, ricerca e giovani talenti, creando nuove opportunità per l’intero comparto aerospaziale».

A confermare la centralità del Lazio nel comparto aerospaziale arriva anche la partecipazione della Regione Lazio, presente a NSE 2025 con una selezione di di imprese e startup del territorio attive nelle tecnologie spaziali, nella sicurezza e nelle applicazioni avanzate dei dati.

«Il sistema aerospaziale del Lazio si conferma da sempre un’eccellenza nazionale e internazionale, grazie a tecnologie avanzate e imprese altamente specializzate che hanno avuto un ruolo di primo piano agli Stati Generali europei della Difesa, dello Spazio e della Cybersecurity di Frascati, e agli Stati Generali italiani della Space Economy di Roma e Milano. Con un fatturato annuo di oltre 5 miliardi di euro e un export che si avvicina a 2 miliardi, intendiamo valorizzare ancora di più il Distretto industriale e tecnologico dell’Aerospazio e della Sicurezza, un asset strategico per la crescita e la competitività della nostra Regione», dichiara Roberta Angelilli, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio.

IL PROGRAMMA

Primo giorno – 10 dicembre 2025

*Le voci della Space Economy italiana e internazionale

La conferenza si apre con uno dei momenti più attesi: “Powering Synergies for the Growth of Space Industry,una tavola rotonda che riunisce i principali leader della filiera spaziale italiana – dalle grandi industrie aerospaziali alle medie imprese più dinamiche – in un confronto sulle sinergie necessarie per rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario europeo e globale. Un parterre che rappresenta l’eccellenza dell’industria nazionale, in un anno chiave per l’evoluzione del comparto.

 

*La Ministeriale ESA al centro del dibattito strategico

A seguire, un focus cruciale: “Results of ESA CM2025 / Next EU MFF (2028–34)”, la sessione che analizza le decisioni della Ministeriale ESA di Brema, evento che determina il contributo economico e il posizionamento dei Paesi membri per i prossimi anni.

Un appuntamento particolarmente rilevante per l’Italia, terzo contributore alla precedente Ministeriale di Parigi e ora Paese a cui è stata assegnata la presidenza della Ministeriale 2025, un riconoscimento che rafforza il nostro peso politico all’interno dell’Agenzia spaziale europea e che apre la strada all’organizzazione della prossima Ministeriale in Italia.

 

*Un pomeriggio dedicato a innovazione, ricerca e frontiere dellesplorazione

I lavori pomeridiani si aprono con “Evolution of Next Generation Satcom Systems: Future Challenges and Market Opportunities, un panel che esplora la trasformazione radicale delle comunicazioni satellitari, dall’era GEO alle nuove costellazioni LEO e MEO, tra sfide tecnologiche, opportunità industriali e implicazioni per difesa, servizi e società civile. Segue “The Role of Research for Space Economy and Security, una sessione dedicata al contributo decisivo di università e centri di ricerca, alla competitività del settore, dall’innovazione tecnologica alla sicurezza, fino alle applicazioni emergenti che stanno ridisegnando l’intero ecosistema spaziale.

La giornata si chiude con uno sguardo verso il futuro prossimo: “What Will the Next Space Exploration Bring to the Space Community, un confronto sulle nuove frontiere dell’esplorazione – dalla presenza stabile sulla Luna e su Marte, alle economie dello spazio profondo – e sulle opportunità che questa nuova era aprirà per ricerca, industria e cooperazione internazionale.

 

Secondo giorno – 11 dicembre 2025

*Diritto, governance e mercato: la nuova architettura dello spazio europeo

Tra i momenti più attesi della seconda giornata, “The New Italian Space Law and the EU Space Act apre la riflessione sul ruolo della nuova Legge italiana dello Spazio (89/2025) e sulla definizione del futuro quadro normativo europeo, segnando un passaggio decisivo verso un mercato spaziale realmente integrato.

A seguire, “Italian Space Law: Contractual and Extra-Contractual Aspects approfondisce responsabilità, assicurazioni e gestione del rischio, temi cruciali per operatori pubblici e privati impegnati in attività spaziali sempre più complesse. Con “Space Thematic Account to Assess Space Economy, Istat, ESA, ASI e Confindustria presentano l’avanzamento del primo conto satellite nazionale della Space Economy, un passo strategico per misurare con precisione il peso economico del settore.

 

*Accesso allo Spazio, sicurezza e tecnologie di frontiera

Lo sguardo internazionale si amplia con “Access to Space: New Trends and Evolution, dedicato ai nuovi modelli di lancio, ai sistemi riutilizzabili e alla competizione globale che sta ridefinendo la nuova corsa allo spazio.

Tra i temi centrali anche “Space Human Capital: Forging the New Professionals, che indaga l’urgenza di formare competenze nuove – dagli ingegneri ai data scientist, dagli esperti di cybersecurity ai policy strategist – per sostenere un’industria in crescita esponenziale. Nel pomeriggio, la sessione “Space & Blue Economy: Synergies and New Opportunities racconta l’incontro tra spazio e mare, due domini sempre più interconnessi grazie a osservazione satellitare, comunicazioni e tecnologie per la gestione sostenibile degli ecosistemi marini.

Seguono “New Space Technologies in the AIQuantum Era, un approfondimento sulle applicazioni trasformative di intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche – dalla navigazione autonoma alle nuove capacità di analisi – e “The Increasing Role of Security in the Space Domain, che affronta difesa, cybersecurity e protezione delle infrastrutture critiche in un contesto orbitale sempre più affollato e competitivo.

 

*Parternariato Pubblico-Privato e investimenti privati: la frontiera che cambia lEconomia dello Spazio

Nel percorso verso una Space Economy matura, il ruolo delle associazioni industriali viene analizzato nel panel “Industrial Associations Role for the Growth of the Space Economy, che mette a fuoco il contributo strategico degli organismi di rappresentanza nel rafforzare collaborazione, competitività e innovazione. Chiude la giornata “PPP Opportunities in the Space Economy Landscape, dedicato al nuovo protagonismo dei partenariati pubblico-privati come leva essenziale per attrarre investimenti, accelerare lo sviluppo di servizi spaziali avanzati e sostenere la competitività internazionale del sistema europeo. La partecipazione di Geraldine Naja (ESA) garantirà una visione aggiornata sulle prospettive europee e sulle sfide che attendono l’ecosistema industriale.

 

Terzo giorno – 12 dicembre 2025

*Luomo oltre la Terra: salute, biosistemi, sostenibilità

La terza giornata di NSE 2025 si apre con uno sguardo visionario al futuro dell’umanità nello spazio. Tra i panel più attesi spicca “Living and Surviving in Space: Health, Sustainability and Biosystems Beyond Earth, dedicato alle sfide della vita sulla Luna e – in prospettiva – su Marte: medicina spaziale, serre orbitali, ecosistemi autonomi e tecnologie per la sopravvivenza in ambienti estremi.

Accanto a questo approfondimento, la giornata propone un focus sull’evoluzione dell’ecosistema industriale spaziale con “The Emerging Role of the Private Sector in the Space Economy, che mette in evidenza il ruolo strategico delle PMI, l’accesso a tecnologie più economiche e l’emergere di nuovi modelli di collaborazione tra grandi player e imprese altamente specializzate.

 

*Earth Observation, IRIDE e nuove applicazioni

Grande attenzione è dedicata anche all’Osservazione della Terra. Il panel “Earth Observation: Emerging Trends and Evolutions analizza le nuove tendenze del settore: costellazioni di piccole piattaforme, applicazioni di intelligenza artificiale, modelli di business orientati ai servizi informativi e nuove opportunità in ambito climatico, emergenziale e industriale.

Segue l’approfondimento “IRIDE Constellation: A New Opportunity in the Earth Observation Market, dedicato al sistema satellitare, finanziato dal PNRR e sviluppato con ESA, destinato a diventare uno dei principali asset europei nell’Osservazione della Terra e motore di crescita per oltre 70 aziende italiane coinvolte nel progetto.